Pronto soccorso: "Noi medici di famiglia ci siamo"

Catanzaro, Sabato 13 Gennaio 2018 - 17:27 di Redazione

L’azienda sanitaria di Catanzaro il 9 Gennaio ha inviato una email ai Medici di Famiglia  nella quale si legge:  

“Facciamo appello, dunque, alla Vostra professionalità ed alta vostra sensibilità, chiedendovi di intensificare gli accessi domiciliari, con le modalità e nei termini contrattualmente previsti, e di sostenere con maggiore cura i Vostri assistiti in difficolta, in modo che non avvertano la necessita di ricorrere al Pronto Soccorso.”  

Nel raccogliere l’invito si comunica che in data 08 gennaio 2018 il sottoscritto dott. Nanci Giacinto medico di famiglia a Catanzaro ha avuto presso il suo studio ben 147 accessi di assistiti + 67 telefonate e 10 richieste fatte per email. La prima visita è stata effettuata alle ore 8.01 e l’ultima alle ore 20.30  con una ora e mezza di pausa pranzo. Il numero di accessi del sottoscritto è in linea con quelli di tutta l’Associazione di Medici di famiglia MEDIASS di cui faccio parte, anzi il dott. Battaglia ha avuto ben 174 accessi sempre nella stessa giornata. I dati appena citati sono accessibili in quanto depositati in un archivio nazionale dei Medici di famiglia ricercatori denominati HEALTH SEARCH. Come si può notare un medico dell’Associazione MEDIASS fa da solo tanti accessi quanti ne fa il pronto soccorso nelle 12 ore di attività del Medico di famiglia. I dati citati non per una contrapposizione al Pronto Soccorso ma per segnalare che i Medici di famiglia hanno ottemperato all’invito della ASP di Catanzaro anche prima di averlo ricevuto. Nessuna contrapposizione con gli operatori del pronto soccorso ai quali va tutto il ringraziamento e il riconoscimento di un lavoro difficile perché svolto in condizioni di disagio e ultra stressante perché gli operatori del PS rappresentano per i cittadini utenti l’interfaccia del sistema sanitario e quotidianamente sono costretti a “raccogliere” le lamentele (e anche altro) di cose di cui non sono responsabili. Gli utenti devono sapere che chi va a lavorare in Pronto Soccorso non va semplicemente al lavoro ma va un po’ in guerra. I cittadini dovrebbero rivolgere quindi le lamentele, non a chi svolge il proprio lavoro in situazioni difficili, ma a chi potrebbe concorrere al miglioramento della situazione del pronto soccorso, di tutto l’ospedale Pugliese e della sanità calabrese tutta, e cioè al Governatore Oliverio, al Sindaco di Catanzaro e alla deputazione parlamentare calabrese tutta. Il sindaco di Catanzaro quale massima autorità sanitaria comunale potrebbe fare quanto promesso in un incontro e cioè riunire tutti i Sindaci dei Capoluogo della Calabria e andare a Roma battendo i pugni sul tavolo per affrontare il vero problema della sanità calabrese e cioè il suo grave e ultradecennale sotto finanziamento  riconosciuto ormai da tutte le istituzioni preposte alla gestione della sanità. Un solo dato la Valle D’Aosta spende per ogni Valdostano in sanità quasi mille euro in più di quanto può fare la Regione Calabria per ogni Calabrese. E’ facilissimo immaginare come con mille euro pro capite in più anche i problemi del Pronto Soccorso di Catanzaro sarebbero più facilmente aggredibili che non con campagne propagandiste come fa il sindaco Abramo. La vera battaglia è il sotto finanziamento della sanità calabrese  e il sindaco lo sa. Le lamentele dovrebbero essere fatte anche al Governatore Oliverio che invece di fare la battaglia al commissario Scura per sostituirlo dovrebbe, non minacciare di incatenarsi, ma andare a Roma e rovesciare i tavoli della conferenza Stato-Regioni e del Ministero della Salute con l’obiettivo della revoca del piano di rientro e del commissario in quanto a fronte del cronico sotto finanziamento della sanità calabrese da noi abbiamo molte più patologie croniche che non nel resto d’Italia. Sotto finanziamento a fronte di molte più malattie croniche, piano di rientro e commissario che impone ulteriori tagli e sacrifici ai malati calabresi, conclusione in Calabria non ci si può curare e si muore prima che non nel resto d’Italia. Il governatore Oliverio dovrebbe pretendere con forza il finanziamento della sanità calabrese in base al numero delle malattie e non con i criteri con cui si fa adesso che penalizza fortemente la Calabria. E’ questa la vera battaglia che  potrebbe salvare la sanità calabrese. Le lamentele infine andrebbero rivolte alla sonnacchiosa deputazione calabrese che in parlamento ha a disposizione abbondante documentazione che accerta quanto appena detto e anzi ha anche a disposizione una proposta di legge fatta dai Cinque Stelle fin dal Marzo 2017 proprio sul finanziamento alle sanità regionali e sul piano di rientro. Infine come Associazione MEDIASS rivolgiamo noi un invito alla ASP di Catanzaro: “riprendete la proposta  dei medici di famiglia MEDIASS fatta più di due anni fa sulle modalità di riduzione  degli accessi impropri al Pronto Soccorso e non per il periodo influenzale ma per tutto l’anno”. Proposta discussa con i vertici aziendali, apprezzata e perfino strutturata nei dettagli tecnici ma mai attivata. Noi medici di famiglia ci siamo.                         

Dott. Nanci Giacinto ASSOCIAZIONE MEDIASS MEDICI DI FAMIGLIA A CATANZARO



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